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Luca Sapio, A Real Soulman

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Il 18 novembre esce in Italia “EVERYDAY IS GONNA BE THE DAY”, il secondo disco di LUCA SAPIO, uno dei migliori vocalist bianchi sulla scena soul contemporanea.  L’album arriva a due anni di distanza dal disco d’esordio “Who Knows” che l’ha portato ad esibirsi in una serie di concerti tutti sold out in Austria, Svizzera e Germania e come guest star all’Harald Schmidt Show (lo storico show televisivo del sabato sera tedesco). 

«La parola chiave è ancora una volta “LESS IS MORE” – racconta Luca SapioNiente orpelli, niente effetti speciali; solo le canzoni, che arrivano dritte al cuore dell’ascoltatore. Il messaggio in questi tempi bui è fortissimo “Ogni giorno può essere il giorno giusto”,il giorno che tutti stiamo aspettando, quello del cambiamento» “Everyday Is Gonna Be The Day” (Label GMG distribuito da Goodfellas) è stato registrato tutto dal vivo ed in analogico  insieme alla sua band The Dark Shadows,  tra gli studi della Daptone e della Diamond Mine di New York e masterizzato dal Grammy Winner Brian Lucey nel Magic Garden Mastering di Los Angeles .

Prodotto e arrangiato, come il precedente “Who knows”, dal guru della soul music Thomas “TNT” Brenneck (l’uomo dietro il successo di Charles Bradley ed al fianco si Artisti come Amy Whinehouse, Cee-Lo Green ed Erykah Badu, tra gli altri), “Everyday Is Gonna Be The Day è un disco nel quale le sonorità psichedeliche delle colonne sonore italiane degli anni70’  si incontrano con il soul intriso di blues e di gospel del sud degli Stati Uniti.

Queste le 13 date del tour europeo ad oggi confermate che vedrà Luca Sapio e i The Dark Shadows impegnati sui palchi delle maggiori capitali europee ad apertura del live della leggenda del soul e funk Sharon Jones And The Dap-Kings: il31 ottobre al Vorruit di Gent (Belgio); il 1 novembre a Le 106 di Rouen (Francia); il 2 novembre alla Laiterie diStrasburgo (Francia); il 3 novembre al Radiant di Lione (Francia); il 4 novembre alla Coop de Mai di Clermont Ferrand (Francia); il 6 novembre all’Het Depot di Leuven (Belgio); il 7 novembre al Tivoli Vredenburg di Utrecht(Paesi Bassi), l’8 novembre all’Hedon di Zwolle (Paesi Bassi); il 9 novembre al Patronaat di Haarlem (Paesi Bassi); l’11 novembre ai Magazzini Generali di Milano; il 12 novembre al Kaserne – Rosstall di Basilea (Svizzera); il 14 novembrea Les Docks di Losanna (Svizzera); il 23 novembre all’Aula Magna di Lisbona (Portogallo).

http://www.youtube.com/watch?v=l8mBiAttJAs

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Sly’s Stone Flower

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Per Light In The Attic un altro miracoloso ripescaggio. Nel 1970, Sly & The Family Stone erano letteralmente all’apice della loro popolarità, ma il leader  era già mentalmente in viaggio verso una nuova dimensione. I primi segni di questo cambio radicale sono già evidenti dal catalogo della sua nuova etichetta, Stone Flower, un marchio peculiare e per certi versi pionieristico che avrebbe portato in scena una serie di 45 giri accreditati ad artisti diversi, con in comune la smania per il suono minimale dell’electro-funk.  La mano di Sly si sarebbe comunque estesa ai contenuti ed al design di questi cimeli, che indelebilmente avrebbero rappresentato il passo successivo nella carriera dell’uomo.

Messa in piedi in combutta con il manager David Kapralik e con distribuzione Atlantic Records, Stone Flower è stato indubbiamente un affare di famiglia, parafrasando uno dei più celebri brani del gruppo. La prima pubblicazione fu accreditata alle Little Sister, fronteggiate da Vaetta Stewart, sorella minore di Sly. Fondata nel 1971 l’etichetta non ebbe lunga vita ma rappresentò comunque un esperimento commerciale di importanza vitale, la cui influenza sarebbe giunta sino agli albori degli anni zero. Proprio qui Sly inizia a confrontarsi con le nuove tecnologie ed in particolare con la drum machine Maestro Rhythm King. Unitamente ad un’effettistica tra il languido e la bassa fedeltà (con un corollario di organi e chitarre acide) la produzione per Stone Flower avrebbe anticipato le mosse del capolavoro ‘There’s A Riot Goin’ On’

Dopo il debutto con ‘You’re The One’ le Little Sister replicano con ‘Stanga’, dove il pedale wah-wah è protagonista. La terza uscita è accreditata ai misteriosi 6IX, un sestetto multirazziale di stampo decisamente rock che avrebbe riproposto una versione ultra-rallentata di ’Dynamite’ di Sly & the Family Stone. Joe Hicks avrebbe inciso l’ultimo 45 giri della serie, con la pulsante elettronica black di ‘Life And Death In G&A’. Questa compilazione – attesissima non solo dai sostenitori di lunga data della band – restituisce un momento importante nella storia della musica contemporanea, giusto al crocevia tra rock e soul, con l’ausilio delle nuove tecnologie che avrebbero reso gli studi di registrazioni delle piccole navicelle spaziali mobili. Le esaustive note di copertina di Alec Palao ed un’esclusiva intervista con Sly Stone rendono questo documento ancor più indispensabile.

http://www.youtube.com/watch?v=1oCyHAhJgFA