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LA BATTERIA II – Il nuovo album della prog-funk band romana uscirà il 5 aprile per Penny Records e Goodfellas, anticipato dal primo estratto ‘Largo’

LA BATTERIA II, nuovo album della prog-funk band romana, uscirà il 5 aprile per Penny Records e Goodfellas, anticipato dal primo estratto ‘Largo’.

 

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Ascolta ‘Largo’ –

 
Il nuovo brano riprende il discorso dal punto in cui La Batteria l’aveva lasciato alla fine del primo disco, ribadendo la tradizione della musica per immagini del nostro paese. Nei 3 minuti e 25 secondi di ‘Largo’ La Batteria condensa, infatti, un’intera colonna sonora di un crime movie all’italiana, dai titoli di testa fino all’inseguimento finale. ‘Largo’ però è solo uno dei 18 brani del nuovo ‘La Batteria II’, che con i suoi 70 minuti di musica distribuiti sulle quattro facciate di un doppio vinile gatefold si annuncia come uno dei lavori più attesi del 2019.

La Batteria presenterà il nuovo album con uno show esclusivo il 4 maggio al Monk di Roma.

Info live Radar Concerti – http://www.radarconcerti.com/

 

‘La Batteria II’ arriva a quattro anni dall’omonimo esordio, nel mezzo lo spazio per il tributo all’Amore Tossico di Detto Mariano e Claudio Caligari e dei Fegatelli di ottima fattura, tra cui uno crossover incredibile con i Colle Der Fomento.
‘La Batteria II’ è un doppio album nella tradizione del rock classico degli anni ‘70, incurante e in antitesi con le regole del marketing liquido che vorrebbero tutto diluito in singoli dalla durata radiofonica o al massimo EP di pochi brani. Una sfida che La Batteria ha deciso di affrontare ripartendo dalle atmosfere cinematiche del primo album e allargandone i confini, portando alla luce le mille esperienze e i gusti personali dei suoi quattro componenti attraverso un vero e proprio viaggio in cui epoche e generi si fondono nello stile ormai inconfondibile della band romana.

Ne ‘La Batteria II’ convergono livelli compositivi differenti, quello complesso della Fonderia (l’altra band di Emanuele Bultrini, Stefano Vicarelli e Paolo Pecorelli), così come la spinta ritmica delle produzioni di David Nerattini (aka Little Tony Negri) per i Colle Der Fomento, o le contaminazioni infinite dell’Orchestra di Piazza Vittorio, con cui la nostra band condivide il chitarrista Emanuele Bultrini, che è presente nell’album con le partecipazioni di Raul Scebba, Evandro Dos Reis, Ernesto Lopez Maturell e Davide Savarese. 

Prog-rock, funk, hip-hop, musica classica, elettronica, ritmi latini, italo-disco, psichedelia e hard rock si fondono così in un disco ancora una volta ricco di suggestioni visive, che ricollegano direttamente La Batteria alla grande tradizione italiana della musica per immagini, senza però intrappolarla nei clichè o nella mera copia carbone di un’epoca irripetibile.

La Batteria: Emanuele Bultrini (chitarre), David Nerattini (batteria), Paolo Pecorelli (basso) e Stefano Vicarelli (tastiere-synth).
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‘LA BATTERIA II’

Dal 5 aprile per Penny Records / Goodfellas

Doppio vinile colorato edizione limitata, CD e formato digitale streaming/download

Copertina di Emiliano “Stand” Cataldo

  1. Prologo
  2. Largo
  3. Fuga
  4. Monica Vitti
  5. Dogma
  6. Moviola
  7. Antenna
  8. Stiletto
  9. Intermezzo
  10. Diva
  11. Affresco
  12. Spirale
  13. Furfante Amedeo
  14. Intervallo
  15. Romanzo
  16. Megalapoli
  17. Edorado
  18. 2170 Ultima Speranza

Info La Batteria:
. http://www.labatteriaband.it/
. https://www.facebook.com/pg/labatteriaroma/

. https://www.youtube.com/channel/UCzwziBmotx1OGno0ziCJvwg

. https://labatteria.bandcamp.com/

. https://www.instagram.com/labatteria/

. https://twitter.com/labatteria

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LA BATTERIA, ‘Fegatelli Ep’ – In free download

‘Fegatelli Ep’ in free download dal 4 Marzo

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In gergo cinematografico per fegatello si intende un breve spezzone di raccordo tra due scene,
spesso scelto tra gli scarti di lavorazione della pellicola in fase di montaggio.
Si tratta di riprese non impegnative girate con una troupe ridotta all’osso

Ad un anno dall’uscita del primo e omonimo album, il complesso romano de La Batteria pubblica in download gratuito l’EP ‘Fegatelli’.
I Fegatelli de La Batteria sono cover, remix e collaborazioni.
‘Superbum’, scritta per la colonna sonora del documentario ‘Il Cerchio’,
una rielaborazione del tema principale del telefilm ‘L’ispettore Derrick’ scritta da Les Humphries,
più 5 remix di brani tratti dall’album d’esordio de La Batteria, affidati ad artisti e produttori che vanno da Jolly Mare e Roy Paci
all’italo-inglese Ad Bourke, passando per The Johnny Fresh Experience, DJ Stile, Little Tony Negri e i Colle Der Fomento.
L’Ep sarà disponibile in free download dal 4 Marzo sul bandcamp ufficiale della band – http://labatteria.bandcamp.com/album/fegatelli

Per approfondire la conoscenza dei Fegatelli date un occhio alle lezioni di cinema di Rocco Papaleo e Raffaele Vannoli:

 

Il 13 Maggio Penny Records pubblicherà il mini album de La Batteria ‘Tossico Amore’
con reinterpretazioni dei brani di Detto Mariano scritti per il cult movie ‘Amore Tossico’ di Claudio Caligari.
Sempre il 13 Maggio Penny Records pubblicherà per la prima volta la colonna sonora originale di ‘Amore Tossico’.

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La Batteria: scene of the crime

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EMANUELE BULTRINI – Chitarre elettriche, acustiche, classiche e mandolino
DAVID NERATTINI – Batteria e percussioni
PAOLO PECORELLI – Basso elettrico
STEFANO VICARELLI -Hammond C3, Clavinet, FenderRhodes, Clavicembalo, Celesta, Piano, Mellotron, Mini Moog, Prophet 5, Modular Synthesizer Dot Com System 66

Batteria  /batteˈria/
Gruppo di uomini e donne specializzati nel perseguire rapine a banche, uffici postali, gioiellerie. La struttura della «batteria» è orizzontale, con parità di grado fra uomini e donne ed è comunque quasi sempre finalizzata a pratiche anti-capitalistiche e anti-borghesi. L’aspetto illegale delle loro azioni si potrebbe collegare anche alle agitazioni politiche e sociali dell’epoca dei cosiddetti anni di piombo.  (Wikipedia)

Uniti dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni italiane degli anni ’60 e ’70, i quattro componenti deLa Batteria sono veterani della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo (Fonderia), al pop (Otto Ohm, Angela Baraldi), al jazz sperimentale (I.H.C.), al hip hop (La Comitiva, Colle Der Fomento) fino alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio). La band propone brani originali ispirati a quel suono e a quella scrittura così particolare che dominava la musica per immagini nel nostro paese negli anni che vanno dal 1968 al 1980, periodo caratterizzato dalla creatività e vocazione sperimentale di compositori come Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Alessandro Alessandroni, Bruno Nicolai e di gruppi come i Goblin e I Marc 4.
Registrato utilizzando tutti strumenti vintage, il primo album omonimo deLa Batteria non è però una mera operazione di revival di un’epoca d’oro, ma piuttosto il tentativo riuscito di riappropriarsi di uno stile e di un suono del passato per proiettarlo nella contemporaneità. Così fra le pieghe del loro prog-funk cinematico si possono ritrovare anche influenze che spaziano dal afrobeat, al hip hop, alla musica elettronica e al rock alternativo degli anni 80 e 90, tutte filtrate però attraverso una sensibilità ed un modo di scrivere e di suonare tipicamente italiani. Un disco concepito a Roma in quegli stessi ambienti in cui si producevano quelle colonne sonore e quei dischi di sonorizzazioni che oggi vengono ristampati ed apprezzati in ogni angolo del globo, nato proprio come album di library per conto dell’editore Romano Di Bari e la sua Flipper Music (casa di etichette culto come Deneb e Octopus) e masterizzato negli storici studi Telecinesound di Maurizio Majorana, bassista de I Marc 4.
Una continuità quindi non solo sonora con quel mondo, esempio di un’Italia che riusciva a bilanciare arte e artigianato senza dimenticare il fattore commerciale, provinciale per molti versi eppure più libera di osare e di mescolare le carte in tavola per creare qualcosa di nuovo e diverso. Anche a livello grafico l’album de La Batteria gioca con gli stessi elementi e lo stesso corto circuito fra presente e passato, grazie al logo molto cinematografico disegnato per la band da Luca Barcellona (aka Lord Bean) e alla cover realizzata da Emiliano Cataldo (aka Stand) ispirandosi a quelle dei vecchi album di sonorizzazioni italiane.

 

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Criminale Vol.3 & Vol. 4 – Italian Library music

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Due nuovi eccezionali volumi si aggiungo alla serie Criminale (sponsorizzata da Penny Records), che con una fantastica doppietta iniziale aveva riaperto l’incandescente immaginario delle libraries italiane, mai come ora corteggiate oltre i patri confini. Due volumi tematici – rispettivamente terzo e quarto – che portano i già esplicativi titoli di ‘Colpo Gobbo’ e ‘Violenza’, ci precipitano nuovamente in quelle atmosfere di suspense che tanto hanno informato il cinema ed il fumetto made in Italy, creando veri e propri standard nello sfaccettato universo delle colonne sonore e delle performance strumentali.
Il decennio 1968-1978 ha un’importanza particolare nella storia d’Italia del secolo scorso, un periodo di profonde trasformazioni sociali e culturali cominciato sull’onda delle proteste giovanili di Berkeley e del maggio francese ma sviluppatosi poi in direzioni possibili solo nel paese più contraddittorio e dietrologo del mondo occidentale. La perdita definitiva dell’innocenza di una nazione da una parte ancora ubriaca del boom economico e dall’altra pronta ad un salto nel buio verso una modernità talvolta incomprensibile e piena di variabili impazzite. Anni di strategia della tensione- aperti dalla strage di Piazza Fontana e conclusi dal rapimento e assassinio di Aldo Moro- riflessa in ogni aspetto della cultura e della società. Tensione palpabile, sonora, visiva.
La colonna sonora di tutto questo la scrivevano in tempo reale un pugno di compositori intraprendenti che, fra una session e l’altra per le grandi colonne sonore del cinema o per l’orchestra della RAI, faceva palestra creativa e qualche spicciolo incidendo instant album per gli editori di library. Fotografie sonore della società italiana di quegli anni, così realistiche da non assomigliare neanche un po’ a quelle che contemporaneamente scattavano i compositori francesi, tedeschi o inglesi ai loro rispettivi paesi.
Il suono che usciva dalla televisione italiana era affilato come una lametta e sapeva di piombo e lacrimogeni, con la chitarra fuzz che ulula e la batteria che picchia duro a musicare i tumulti di una società in ebollizione. Daniela Casa, Remigio Ducros, Alessandro Alessandroni, Stelvio Cipriani, Enzo Scoppa, Amedeo Tommasi, Franco Tamponi e tutti gli altri compositori qui presenti sono stati degli audio reporter, oltre che dei musicisti magnifici. Capaci di descrivere in pochi minuti le atmosfere che li circondavano e di evocarle utilizzando contemporaneamente la tradizione classica, quella delle avanguardie colte così come il rock psichedelico, il jazz, il funk e qualunque altra innovazione della musica popolare transitasse per le loro orecchie. Esortati ad essere dozzinali e poco originali- come imporrebbe l’etichetta della library- i compositori italiani invece rispondevano con estrema originalità ed una vocazione sperimentale fomentata da quello stesso bisogno di rinnovamento che animava l’intera nazione in quegli anni folli e per certi versi meravigliosi.

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