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Micca
Club Records e l'etichetta sussidiaria Giaguaro Records nascono dall’effervescente
creatività del laboratorio del Micca Club.
Il repertorio delle produzioni discografiche
è coerente con i generi portati avanti nella programmazione del locale:
Jazz, Be Bop, Swing, Soul, Rhythm’n’blues.
Registrazione, missaggio e post produzione avvengono completamente
all’interno
del locale utilizzando strumentazioni qualificate e rimanendo fedeli
ad un approccio tipicamente retrò.
I CD SONO TUTTI STAMPATI IN DIGIPACK
CON LIBRETTO INTERNO DI 12 PAGINE |
Grazie
al successo delle numerose serate in cui si sono esibiti al Micca Club
e alla riuscita della festa anni ’20 organizzata il 13 aprile 2006, i
due promotori della “Red” & “Boss” Gang e il direttore artistico del
Micca, Alessandro Casella, hanno avuto l’idea di realizzare un disco.
Registrato in agosto nelle sale del club, l’album porterà il nome della
band: “Red” & “Boss” Gang. I brani sono presi dal repertorio
di Bix Beiderbecke (figura leggendaria del jazz classico, morto a 28 anni
per abuso di alcool) e in generale delle jazz band bianche di Chicago
e New York anni ‘20: artisti che riprendevano il nuovo genere
“inventato” nel sud degli Usa da musicisti afroamericani, rielaborandolo
grazie a una cultura musicale “tecnicamente” più raffinata e alle esperienze
delle bande militari e civiche. Dal contesto storico Pellini e Basentini
traggono spunto per riproporre delle partiture legate ad un passato pionieristico,
ma suonate con uno stile moderno, adatto alle esigenze di un pubblico
di oggi. Per quanto riguarda la band, i nomi parlano chiaro: nonostante
suonino da molto tempo insieme, con un risultato che il pubblico non può
che apprezzare, più che un gruppo con leader e gregari questa è una
formazione di grandi solisti di rilievo internazionale.
Hanno
contribuito alla realizzazione di questo disco:
Emanuele
Basentini, chitarra
Fabiano “Red” Pellini, straight alto sax e arrangiamenti
Massimo D’Avola, sax tenore
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Il
secondo numero del catalogo Micca Club Records è affidato a Silvia Manco
con il suo album d’esordio. L’artista pugliese, trasferitasi a Roma da
11 anni, è una delle protagoniste della scena jazz della capitale.
Nei primi anni dopo gli studi di pianoforte a Lecce ha fatto le sue prime
esperienze accanto al padre, musicista di piano bar. Nata artisticamente
come pianista è anche una apprezzata cantante: lei si definisce una “pianista
che canta”. La sua musica, di matrice decisamente jazzistica,
è caratterizzata dal pianismo profondamente radicato nella tradizione
del jazz e dal timbro vocale calmo e suadente. Nel disco sono
inseriti dieci brani, cinque dei quali portano per intero la firma della
pianista, autrice di musiche, arrangiamenti e testi, in inglese e in italiano.
I brani originali sono: Tempo al tempo, una bossa nova medium tempo cantata
in italiano; Rito pagano, un 6/8 incentrato su di un ostinato ritmico
di basso e batteria, in italiano; Look at the firefly!, brano strumentale
di ispirazione carioca in cui la voce, all’unisono con gli altri strumenti,
canta il tema con la tecnica dello scat; The lazy Giaguaro, brano caratterizzato
dal ritmo beat (dedicato ad Alessandro Casella , direttore artistico del
Micca Club e ideatore della rivista Il Giaguaro Magazine) cantato in inglese.
Please, bossa nova malinconica dal ritmo lento, in inglese. Gli altri
brani, tratti da repertori diversi, sono: Big city, title track del disco,
un omaggio a Shirley Horn e Blossom Dearie, entrambe pianiste e cantanti
dalla cifra particolarissima, che avevano questo brano nel loro repertorio;
Moment to moment, di H. Mancini e J. Mercer, uno dei meno noti tra i popolarissimi
temi di Mancini ma che in molti hanno suonato e cantato, primo fra tutti
Sinatra: l’arrangiamento contenuto in questo disco è ispirato alle colonne
sonore degli anni '60, in particolare alle musiche di Hugo Montenegro;
Improvvisamente di Gianni Ferrio, qui in un arrangiamento bossa nova:
brano scelto per la sua melodia obliqua e intrigante e per la trama armonica
di estrema raffinatezza; Jazz à gogo, cantato in francese, reinterpretazione
“jazzy” di un famoso hit degli anni ’60 di France Gall;Guarda che luna,
popolare successo di Fred Buscaglione, reso in un arrangiamento bossa
nova. La varietà di mood che caratterizza questo album rivela
influenze e suggestioni differenti ma l’atmosfera dell’intero lavoro è
in generale strettamente legata alla musica e dall’estetica sixties.
Hanno contribuito alla realizzazione di questo disco:
Silvia
Manco: voce e piano
Pietro Lussu: organo Hammond
Armando Sciommeri: batteria
Sandro Deidda: sax tenore e soprano, flauto
Stefano Nunzi: contrabbasso
Euro Bennati: percussioni
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Il
quarto numero del catalogo Micca Club Records è assegnato all'album di
Massimo D’Avola, Micca’s Dream. D’Avola è considerato uno dei
più importanti sassofonisti italiani. Siciliano DOC, vive a Roma
da diversi anni dove collabora con alcuni fra i più importanti musicisti
internazionali. Si è formato sotto l’attenta guida di Tony Scott, al quale
è legato da profonda amicizia e reciproca stima; da lui ha appreso i segreti
del sassofonismo classico e la possente sonorità. Tra i successi di D'Avola
si può citare la vittoria assoluta, completata dal riconoscimento del
pubblico, al premio "Massimo Urbani"; e ancora il premio
come migliore interprete europeo a Bruxelles nel 2004. Per diversi
anni è stato il sassofonista di Romano Mussolini, esibendosi da protagonista
durante innumerevoli tournée in tutto il mondo. Contemporaneamente ha
inciso dischi accanto ai maggiori protagonisti della scena jazzistica
italiana: Stefano Di Battista, Dario Rosciglione, Fabrizio Bosso, Flavio
Boltro e tanti altri. D'Avola è uno dei sassofonisti di riferimento per
i musicisti internazionali: lo si vede spesso nei maggiori festival oltre
frontiera accanto a Steve Grossman, Jeremy Pelt, Jason Marsalis e molti
altri. Storica la sua collaborazione con uno dei musicisti italiani più
importanti, Emanuele Basentini, con il quale è a capo dei Nighthawks,
un gruppo di artisti che da anni esplora la storia del jazz con jam session
tematiche divenute oramai leggendarie. Massimo D'Avola è dunque un sicuro
riferimento per il sassofonismo moderno, per la sua personalissima sintesi
filologica fra storia e modernità che produce, con estrema naturalezza,
una musica senza tempo. Micca’s Dream è stato registrato in estate con
due diverse formazioni: la prima, composta da grandi maestri del jazz
italiano, allinea Giorgio Rosciglione al contrabbasso, Gegè Munari alla
batteria e Antonello Vannucchi al pianoforte; la seconda vede Leonardo
Borghi al pianoforte, Giuseppe Talone al contrabbasso e Marco Valeri alla
batteria. Inoltre hanno prestato la loro arte ad alcune delle incisioni
il grande chitarrista Emanuele Basentini e la vocalist americana Beverly
Lewis. Il disco è abbastanza insolito per il panorama jazzistico:
ci sono molti brani originali scritti da D’Avola e da altri musicisti,
e brani italiani rivisitati secondo la sua concezione del jazz; uno stile
che da ampio risalto alla tradizioni italiana del genere, sottolineandone
le sonorità “etniche”. |