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‘The Residents – Ralph Records Artworks 1972-2016′ di Matteo Torcinovich / Libro dedicato alla Ralph Records, label e studio grafico fondato dai The Residents

Dal 2 giugno in tutte le librerie e shop online arriva ‘The Residents – Ralph Records Artworks 1972-2016′, di Matteo Torcinovich. La prima raccolta di copertine e grafiche della Ralph Records, l’officina creativa che ha rivoluzionato l’estetica punk.

Ralph Records è un laboratorio che va ben oltre la mera e semplice pubblicazione di vinili.
Infatti, pubblicare un disco è un espediente per poter creare azioni mediatiche, teatrali, artistiche, legate e ispirate ad un prodotto discografico.
 In ‘The Residents – Ralph Records Artworks 1972-2016′ sono raccolte le immagini che hanno rappresentato il suono della Ralph dal 1972 fino ai nostri giorni.
Un percorso storico che rappresenta una delle più innovative etichette discografiche degli ultimi cinquant’anni.

Una collezione di immagini tratte da copertine di dischi, cataloghi per fans, posters e vario materiale promozionale che si adegua, nell’arco di mezzo secolo, ai cambiamenti tecnologici e stilistici nelle tecniche di rappresentazione: disegni, incisioni, serigrafie, collages, fotomontaggi, pitture, sculture, video art, computer grafica.

 

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‘The Residents – Ralph records Artwork 1972-2016′

di Matteo Torcinovich
Goodfellas Edizioni, collana Spittle

In libreria dal 2 giugno 2017


Edizione Italiano/Inglese
400 pagine illustrate in quadricromia
Prezzo di copertina € 39,00

 

La vita di Ralph Records e dei The Residents è ammantata di “oscuri” misteri creati dall’anonima “Cryptic Corporation”, e intorno a loro hanno orbitato numerose celebrità, tra cui: il polistrumentista inglese Philip Charles Lithman aka Snakefinger, l’illustratore e pittore texano Gary Panter, il musicista e artista visivo del Michigan Jad Fair conosciuto per essere uno dei fondatori della band Half Japanese, lo svizzero musicista e artista concettuale Dieter Meier co-fondatore del gruppo Yello, il collettivo artistico-musicale dei Tuxedomoon, il collettivo underground di rock sperimentale The Los Angeles Free Music Society (LAFMS), il polistrumentista inglese Fred Frith, il mago, attore, musicista, inventore del Massachusetts Penn Jillette, il fumettista e giornalista musicale Edwin Pouncey aka Savage Pencil, l’Art group canadese GENERAL IDEA della rivista FILE, il regista Graeme Whifler, il musicista Don Preston (mother of invention), il batterista inglese Chris Cutler, la cantante inglese Lene Lovich, Andy Partridge (XTC), i fumettisti Mark Beyer e Matt Groening, gli illustratori Steven Cerio, Adam Weller, Casey Howard , Ernst Gamper, Leigh Barbier, Patrick Roques, Reuben Raffael, Matt Howarth, Jimi Ludtke, RexRay e tanti altri.

Sono pittori, grafici, fumettisti, musicisti, filmakers e scrittori legati da una potente sinergia creativa responsabile fautrice di un prodotto nuovo, non scontato e assolutamente poliedrico.

L’autore
Matteo Torcinovich da sempre appassionato e onnivoro collezionista di musica in particolare di vinili e documenti relativi il movimento new wave punk. Collabora con il Venice Punk Museum, grafico per la fanzine L’age D’or ed il mensile Jamais Bourgeois. Autore di Pics off! L’estetica della nuova onda punk (Nomos edizioni, 2016).

Info:
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Plastic Flowers – ‘Demo 1982-1983′. Dal 19 maggio per Spittle Records

Per la prima volta su cd un’esaustiva raccolta delle scorribande elettroniche dei veneti Plastic Flowers. ‘Demo 1982-1983′ uscirà il 19 maggio per Spittle Records. All’interno della release della Spittle Records trovano spazio i brani pubblicati dai Plastic Flowers nelle due demo tape pubblicate tra il 1982 e 1983, ovvero le rarissime ‘Some Products’ e ‘Un Cabaret Folatre’.

 

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Ascolta ‘Subterranean Feeling’ –

 

Nel 1982 a Venezia, dalle ceneri dell’ instabile e sgangherato gruppo demenziale dei Vixinex nascono i Plastic Flowers. Il gruppo è formato da Torcy, Karl Diane, Del frate. I tre cristalizzano un progetto meglio definito e più affine al nuovo sound elettronico europeista, tralasciano il magmatico punk rock vomitato senza alcuna perizia tecnica dal gruppo precedente.

Fu grazie alla disponibilità della nuova strumentazione di Del frate che i PF ebbero modo di sperimentare nuovi universi sonori (lo studio era dotato di pianoforti elettrici e sintetizzatori di ultima generazione, filtri compressori e delays vari, drum machines e un sistema di registrazione 4 piste a bobine). Il complesso lavoro di taglia e cuci in fase di registrazione, la sovrapposizione di più parti vocali e le varie tracce sovraincise di tastiere impedì al gruppo ogni attività live. Per queste effettive difficoltà tecniche, venne tralasciata ogni possibilità di poter fare concerti preferendo un’attività di studio. Un lavoro a tavolino senza palcoscenico e senza pubblico. Il trio rimase nell’ombra…

A testimonianza dei due anni di attività rimangono solo 2 demo tapes: Some Products e Un Cabaret Folatre. Casette registrate in tiratura limitatissima di circa 20 copie distribuite a mano perlopiù ad amici e consegnate ad alcune etichette discografiche indipendenti che nascevano proprio in quel periodo, tra le quali l’Italian Records, Expanded Music…

I Fiori di Plastica sbocciarono in odore di sintetico synth-estetismo tra le nebbie di Venezia. Il loro profumo d’artificio nacque da suggestioni baudeleriane proiettate in prospettiva new wave elettronica, vicine a suggestioni replicanti Numaniane disturbate qua è là da suoni graffianti di chitarre ferruginose corrose dall’umidità. L’uso dell’eco evoca le calli notturne e la spazialità sacrale dell’architettura mescolando l’antico e il futuro, la voce galleggia nel flusso sonoro in tutta la sua ennui. Le parole rimbalzano sui muri, il permesso è già scontato.

 

Info PLASTIC FLOWERS: https://plasticflowersite.wordpress.com

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‘SUICIDE, Dream Baby Dream – La Storia della Band che Sconvolse New York City’ di Kris Needs / Dal 2 dicembre per Goodfellas Edizioni, collana Spittle, la prima biografia in italiano dedicata ai Suicide

In arrivo il 2 dicembre ‘Suicide, Dream Baby Dream – La Storia della Band che Sconvolse New York City’, di Kris Needs,
 prima biografia ufficiale in italiano dedicata al duo punk sintetico formato da Martin Rev e dal compianto Alan Vega.


La biografia è stata compilata con il contributo attivo di Martin Rev e Alan Vega e con la partecipazione tra gli altri di Blondie, James Chance e dei New York Dolls.

 

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‘Suicide. Dream Baby Dream – La Storia della band che sconvolse New York City’


di Kris Needs, a cura di Caterina Micci


Goodfellas Edizioni, collana Spittle
In libreria dall’11 novembre 2016

 

 

 

Dream Baby Dream è la storia dei Suicide, una delle band più influenti tra quelle che hanno caratterizzato l’esplosione newyorkese degli anni Settanta. Dall’anarchico e oltraggioso sound degli esordi ai concerti sold out nel luglio del 2015, la band si è periodicamente rimessa in discussione, reinventando di volta in volta i generi musicali.

Questo è il viaggio del compianto attivista e artista Alan Vega e del musicista jazz Martin Rev, conosciuti anche come Suicide, che hanno creato, in risposta alla scena politica, culturale e alla follia che caratterizzavano la New York dei primi anni Settanta uno dei primi manifesti artistici della controcultura.

Le famigerate performance live di Vega e Rev hanno fatto scalpore molti anni prima che la scena punk “tradizionale” venisse alla ribalta. A ragione, i Suicide sono stati la prima band ad auto-definirsi con il termine “punk”, come testimoniato da alcuni dei loro primissimi manifesti.

 

 

In questa avvincente biografia, scritta con il contributo attivo di Rev e Vega, l’autore Kris Needs fornisce l’unico resoconto dettagliato della carriera della band: dalla genesi nella città di New York, attraverso le tappe del noto e violento tour europeo del 1978, passando per gli album che sembrano depredare generi che sarebbero venuti alla luce solo in seguito, fino ai giorni nostri. Interviste con altri personaggi cardine della scena, tra cui Peter Crowley, Blondie, James Chance e i New York Dolls, rendono Dream Baby Dream la biografia definitiva dei Suicide.

L’autore – Kris Needs, prolifico scrittore, biografo e giornalista, è stato redattore per NME e ZigZag. Ha scritto diverse biografie di personaggi cruciali dell’universo del rock, tra cui Blondie e George Clinton.
È inoltre autore di Joe Strummer and the Legend of the Clash, The Scream: The Music Myths and Misbehaviour of Primal Scream e Trash! The Complete New York Dolls, quest’ultima in collaborazione con il collega Dick Porter, autore di Viaggio al centro dei Cramps, Goodfellas edizioni.

 

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Bisca new cover

Bisca, collezione 1982-1984

bisca1981
Mentre ascoltavo per l‘ennesima volta i brani di “Collezione 1982-1984” ho cercato in archivio i miei primi scritti sui Bisca, relativi proprio ai giorni dei quali questo CD offre testimonianza. Vincere il disagio del confronto con la mia zoppicante prosa giovanile non è stato uno scherzo, ma mi occorrevano un paio di stralci significativi e li ho trovati. Ad esempio, che il sound della band “oscilla fra un rap viscerale e convulso e un funk isterico e anticonvenzionale, con larghe concessioni a soluzioni jazzate”; oppure, che “i testi, in inglese, italiano e napoletano, hanno un ruolo di secondo piano, ma contribuiscono efficacemente a sottolineare l’ossessività delle composizioni attraverso una ripetitività di frasi e parole che a tratti rasenta la paranoia”. Tutto incontrovertibile anche a distanza di oltre tre decenni, ma il documento più eloquente rinvenuto nella mia “capsula del tempo” è la foto in bianco/nero scattata da un Cesare Accetta non ancora consacratosi al cinema. Nell‘organico a sei del mini-LP d‘esordio, i Bisca vi appaiono ribelli e assieme eleganti, sullo stile di alcuni esponenti dell‘area no wave newyorkese tipo James Chance & The Contortions; brillante il contrasto fra il look da blusons noirs e l‘ambiente con damigiane e stendini, un po‘ come farsi ritrarre in giacca e cravatta fra la spazzatura di un vicolo della Grande Mela.
In quel primo scorcio di anni ‘80, il collegamento tra Napoli e la megalopoli americana non suonava forzato, tutt‘altro; il meticciato culturale, il disagio e la vivacità del capoluogo campano sembravano affini, naturalmente mutatis mutandis, a quelli del Bronx o della Bowery di allora. Logico, pertanto, che qui da noi fossero in molti a vedere nei Bisca una sorta di equivalente tricolore dei no wavers, benché non privo di contatti con altre realtà coeve, a partire dal Pop Group di Mark Stewart. Magmatica e incandescente come il cuore del Vesuvio, la loro musica avvolgeva e ustionava, su disco e (soprattutto) sul palco: un sabba infernale all‘insegna di ritmi implacabili, frustate di chitarre, sax al vetriolo e prepotenze canore, dalle cui atmosfere torbide e minacciose trasparivano comunque ricercatezza e disciplina. Funk-punk-jazz al fulmicotone, in ogni senso stupefacente. E dire che l‘ensemble, nel 1981 in cui si era affacciato sulle scene, era dedito allo ska, da cui la scelta di operare – ma durò pochissimo – come Biska; chi l‘avrebbe mai detto, che appena un anno dopo avrebbe elaborato una sintesi così devastante, e che tre decenni abbondanti più tardi, seppure con “solo” due superstiti del nucleo originario, sarebbe stato ancora sulle barricate a far levare alta la sua voce sempre fieramente antagonista?
Pur prediligendo i toni lividi, dal 1981 a oggi i Bisca ne hanno combinate di tutti i colori, e il loro percorso rimane a più livelli esemplare. Doveroso ricordarne e celebrarne per la prima volta in formato digitale, allora, gli straordinari inizi, con un CD di studio che raccoglie tutto quello che fu pubblicato su vinile fra il 1982 e il 1984 più due inediti e un CD dal vivo – fino a oggi mai diffuso in alcun formato – che coglie i ragazzi alla Rôte Fabrik di Zurigo nel 1983. Sono quasi due ore e mezza di sudore e sangue, di rabbia e divertimento, di intensità e catarsi, delle quali gli anni non hanno soffocato l‘energia propulsiva ed eversiva; senza ombra di dubbio, uno degli apici espressivi e artistici di quel fenomeno poliedrico e purtroppo sommerso che la Storia ha etichettato come “new wave italiana”.
Federico Guglielmi, marzo 2015

http://www.youtube.com/watch?v=o0rcZ5_EhOI

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Go Flamingo! Intervistati da Rock Sound

Se dovessimo scegliere una data “storica”, ci rifaremmo indietro, fino al Febbraio del 1959, mese in cui si registrano le prime scaramucce. “Tua”, nell’interpretazione di Jula De Palma, scandalizza non pochi benpensanti. La cantante – si dice – suscita pensieri erotici e va controllata, frenata. Ci siamo: la scintilla non tarda ad accendere piccoli focolari. Si vede “grave offesa al comune senso del pudore” un po’ dovunque: ne “La biga” di Testoni-Panzeri, ne “Il Tango Delle Capinere” di Cherubini-Bixio, in “lo Cerco La Titina”.

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391 Voyage Through The Deep 80s

Il progetto 391 nacque nel 1983 dal desiderio di due adolescenti inquieti, provenienti da una noiosa città di provincia, Ascoli Piceno, di dare vita e forma ad una serie di compilazioni su nastro, che fotografassero l’underground musicale italiano.

La scelta del nome voleva essere un omaggio all’omonima rivista dadaista newyorkese, redatta dal pittore e poeta Francis Picabia. L’intento era quello di organizzare geograficamente il materiale musicale, scandagliando i gruppi new wave e post-punk regione per regione.Una mappatura dell’Italia musicale più marginale e spigolosa, secondo questo criterio selettivo: rappresentare la scena più radicale del nuovo rock nazionale, cresciuto all’indomani della deflagrazione post-settantasettina, cercando di coglierne l’essenza più autentica. Nonostante il moltissimo materiale raccolto, proveniente da varie regioni, il progetto 391 s’interruppe nel 1985, dopo l’uscita dei primi due volumi dedicati a Marche e Umbria.

Con la produzione esecutiva della Spittle Records e il coinvolgimento di vecchi e nuovi compagni d’avventura, riprendiamo il filo del discorso ampliandone lo spettro sonoro, nel tentativo di essere il più possibile esaustivi.A più di trent’anni dalla sua nascita, 391 fa ritorno per portare alla luce piccoli e grandi tesori, in molti casi non ancora emersi, attraverso un nuovo viaggio nel profondo underground italiano.

Pierpaolo De Iulis | Gianlorenzo Giovannozzi

391 | VOL. 1 MARCHE

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Research + Selection: Gianlorenzo Giovannozzi

Memory: Alessandro Bolli

Liner notes: Gianlorenzo Giovannozzi

Audio restoration: Paolo Bragaglia

Cover art: Francesco Pirro

Special thanx: Paolo Bragaglia, Roberto Iacomucci, Aurelio Laloni, Giancarlo Mencucci, Maurizio Pustianaz, Michele Ricci, Roberto Russo and all the bands

 

Concept: Pierpaolo De Iulis, Gianlorenzo Giovannozzi

Production: Simone Fringuelli

CD1

A1 SWBZ: Careering (Ancona, 1981)

A2 3-D STRESS: All the wires are underground (Pesaro, 1981)

A3 THE MANIMAL: Extract from HA (Macerata, 1981)

A4 USASI COBOL: Beside (Fano-PU, 1981)

A5 EXXESS: Walkin’ down the subway (Osimo-AN, 1982)

A6 DAGON: Waltzingrey (Montefano-MC, 1982)

A7 EUROPACK: Religious Neighbors (Fano-PU, 1982)

A8 TZAR’S RE-VOX: The apple (Montefano-MC | Osimo-AN, 1982)

A9 KASPAR & HAUSER: Emozione (Pesaro, 1982)

A10 3B UNIT: Tango in the rain (Montefano-MC, 1983)

A11 ALCATRAZ SOLUTION: Umano, troppo umano (San Benedetto del Tronto-AP, 1983)

A12 MARILYN’S PILLS: Marilyn’s pills (Osimo-AN, 1983)

A13 THE CARRIAGE OX THE XYLOPHONIST: The c. of the x. (Osimo-AN, 1983)

A14 MARLENE: Piccola città (Pesaro, 1983)

A15 JOE D’ELIRIO: Zurich (Osimo-AN, 1983)

A16 THE RAYS OF GOD: Ceiling (Pesaro, 1983)

A17 THE END: The End (Fano-PU, 1983)

A18 PAUL DARK: The rolling hill (Pesaro, 1984)

 

CD2

B1 NUCLEAR SUNSET: New machine (Senigallia-AN, 1984)

B2 VIOLET TONGUES: Strawberry (Osimo-AN, 1984)

B3 SCROTO NERO: Vero uomo (Pesaro, 1985)

B4 THINK TANK: I wanna rap (Ascoli Piceno, 1985)

B5 SCREAMING FLOOR: Passage (Senigallia-AN, 1985)

B6 IZVESTIJA: Izvestija (Ascoli Piceno, 1985)

B7 THE CLOUDS FACTORY: Flowers (Osimo-AN, 1986)

B8 SPASMI: Weddel (Falconara Marittima-AN, 1986)

B9 VOLUPTAS DOLENDI: Innocente (Ancona, 1986)

B10 U-BOOT 319: La folie (Fossombrone-PU, 1986)

B11 SIN-TA: Postwar nightmare (Pesaro, 1987)

B12 NETWORK: Blind (Ascoli Piceno, 1987)

B13 THE ART OF PARTIES: The rain will fall again (Ascoli Piceno, 1987)

B14 BLIND DUMB DEAF: Behind (Pesaro, 1988)

B15 CELERY PRICE: Tra il mare e la notte (Osimo-AN, 1988)

B16 ELECTRIC GARDEN: I belong to you (Ascoli Piceno, 1988)

B17 LESERFAHRT: Seven eyes (Pesaro, 1989)

B18 RED STAR: L’ombra della mia Anima (Osimo-AN, 1989)

 

391 | VOL. 2 PIEMONTE

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Research + Selection: Fabrizio Della Porta, Maurizio Pustianaz

Memory: Aldo Chimenti

Liner notes: Fabrizio Della Porta

Audio restoration: Maurizio Pustianaz

Cover art: Francesco Pirro

Special thanx: Gianlorenzo Giovannozzi and all the bands

 

Concept: Pierpaolo De Iulis, Gianlorenzo Giovannozzi

Production: Simone Fringuelli

CD1

A1 CARMODY: Noise reduction (Torino, 1982)

A2 MONUMENTS: Instant funk (Torino, 1981)

A3 CASINO DES IMAGES: Ride (Torino, 1985)

A4 MIXO:  Lust still burning (Torino, 1984)

A5 SYNTHETIC SUN: Tell me what is for (Torino, 1985)

A6 QUIET: Viceversa (Torino, 1987)

A7 NOVOSTJ: Nel vuoto (Torino, 1983)

A8 SUICIDE DADA: Not Satisfied (Pinerolo-TO, 1985)

A9 TEKNOSPRAY: Suburban Death (Torino, 1980)

A10 THE ALCOVE: Sweet Lament (Torino, 1983)

A11 CHROMAGAIN: Season of steel (live) (Torino, 1985)

A12 BUSY & GIGI: The future (Torino, 1984)

A13 PROSTITUTES: Modern dance (Torino, 1986)

A14 NIJINSKY FOLIE: Nuova coscienza (Meina-NO, 1984)

A15 SPA: No Torino (Torino, 1980)

A16 THUGS: Frantic blast (Torino, 1986)

A17 POLITBURO: The secret life (Torino, 1984)

A18 VIRIDANSE: Ixaxar (Alessandria, 1985)

A19 TOMMY DE CHIRICO: Everybody will be what it is (Torino, 1982)

 

CD 2

B1 MITRASCURI: Luce di scarico (Torino, 1986)

B2 LUNA INCOSTANTE: Wars (Cavagnolo-TO, 1982)

B3 BEDLAM: Enshrine the athanor (Torino, 1985)

B4 AQUA: Necronomicon (Torino, 1985)

B5 INTOLERANCE: 24 (Cuneo, 1985)

B6 DEAFEAR: Grey world (Torino, 1984)

B7 DEMOSKOPEA: This time (Torino, 1988)

B8 DESTIJIL: Melting girl (Torino, 1984)

B9 HIROSHIMA: Genocide (Torino, 1982)

B10 MEURSAULT: Still my time (Torino, 1983)

B11 DISPLAY: Midnight (Cuneo, 1985)

B12 LAVORARE STANCA: Tempo perso (Torino, 1982)

B13 MAGRITTE: Fading away (Torino, 1985)

B14 CROMOLUX: Lady of the silence (Alba-CN, 1985)

B15 EAZYCON: Ghost effect (easy connection) (Torino, 1980)

B16 HARR HARR SKEBATH!: Effetto Chernobyl (Torino, 1986)

B17 AFTER MOON GENERATION: Small icy brain (Torino, 1982)

B18 NO STRANI: Copula Bolkan (Torino, 1981)

 

391 | VOL. 3 TOSCANA

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Research + Selection: Michele Ricci

Memory: Daniele Locchi

Liner notes: Michele Ricci

Audio restoration: Paolo Favati

Cover art: Francesco Pirro

Special thanx: Alyx, Vittore Baroni, Simone Beccaluva, Massimo Bianchini, Giuseppe Bindi, Paolo Favati, Sandro Fiorentini, Gianlorenzo Giovannozzi, David Picchi, Raga, Gianluca Maria Sorace, Tingis, Andrea Tuccini, Gian Marco Vezzani and all the bands.

 

Concept: Pierpaolo De Iulis, Gianlorenzo Giovannozzi

Production: Simone Fringuelli

 

CD 1

A1 THE ANTENNAS: Crash into flash (Firenze, 1983)

A2 THE GAM ONES: Take me soon (Livorno, 1984)

A3 DIA-TRIBA: I’m in danger (Lucca, 1983)

A4 THE BEESUNTI: In my deepness (Carrara-MS, 1986)

A5 EXIT: Starwind station (Firenze, 1983)

A6 DR. DODO: …E non serve a niente (Firenze, 1985)

A7 LIRICO: Strana vita (Pontassieve-FI, 1985)

A8 COMIDA FRUGAL: One face (Reggello-FI, 1987)

A9 VANISH MEMORY:  I’m running too fast (Grassina-FI, 1986)

A10 YALTA: A new day (Firenze, 1984)

A11 TAPE TRANSFER: Rescue us (Firenze, 1982)

A12 OUT OF SYNC: Mechanic dream (Firenze, 1985)

A13 CHARLY FUN: Shaman (Terranuova Bracciolini-AR, 1984)

A14 L.A.S.’S CRIME: Five lies (Siena, 1987)

A15 PAUL RAY: Killer (Firenze, 1982)

A16 STILL: Rusty leaves (Firenze, 1984)

A17 REDOX: Slow wheel (Firenze, 1986)

A18 PASSIFLORA: Lathe biosas (Cecina-LI, 1986)

 

CD 2:

B1 ALITO CONTROL: Song of hate (Santa Croce Sull’Arno-PI, 1983)

B2 ALOGENA: Taglio sull’iride (Livorno, 1987)

B3 UNCERTAIN SMILE: The sun (Versilia-LU, 1983)

B4 NOT THE SAME JAZZ: Nothing sets in a corner (Firenze, 1989)

B5 HANOMEN IXEN: Berliner steine (Pistoia, 1987)

B6 STROPHARIA MERDARIA: Hero bird (Firenze, 1987)

B7 CIRCOSMOSI: Drean of life, dream of ded (Firenze, 1982)

B8 MOSTRI, UOMINI E DEI: Satellite (Castelfranco di Sotto-PI, 1988)

B9 NEW-DA: New-da (San Casciano in Val di Pesa-FI, 1989)

B10 THANATOU MELOS: Hot lips (Firenze, 1989)

B11 SYMBIOSI: Contatti (Colle di Val D’Elsa-SI, 1987)

B12 ZEHELENDORF: Friedhof (Valdarno Aretino-AR, 1987)

B13 LA DISCIPLINA: Nella festa del calvario (Ponsacco-PI, 1988)

B14 CLAUDIO FUSAI & FRANCO PIRI FOCARDI: Futuro (Rignano Sull’Arno-FI, 1981)

B15 TECNOPLURALS: Esistenzialista (Prato, 1983)

B16 ZOGARTEN: Bed time in Washington (Grosseto, 1987)

B17 QUIDEAU: Standing at the door (Carrara-MS, 1989)

B18 DELTA TAU CHI: Il parcheggio dell’anima (Livorno, 1984)

B19 THE GARDEN: Happy blood (Lucca, 1984)

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Parte il tour dei Chrisma!

Anche in Italia qualcuno ha già cominciato a percorrere questa strada: si tratta dei Chrisma, un duo formato da Cristina e Maurizio Arcieri, che hanno lanciato pochi mesi fa un 45 giri dal titolo particolarmente significativo, ‘Amore‘. Come si è visto, in occasione della serata finale al Festivalbar, i due, oltre a recitare poche parole su uno sfondo musicale, creano un vero e proprio ‘show’ reso ancor più eccitante dalla bellezza provocante di Cristina.
A beneficio dei lettori più giovani, c’è da dire comunque che Maurizio non è un personaggio ‘nuovo’ nell’ambito delta musica italiana: durante gli Anni Sessanta, infatti, il suo nome acquistò una certa popolarità presso gli appassionati grazie alla sua attività di cantante solista con uno dei primi complessi beat nostrani, i New Dada, passati alla storta come ‘gruppo supporter’ dei Beatles nella loro unica tournée italiana. Dopo lo scioglimento della formazione milanese, Maurizio si dedicò all’attività solistica con buon successo (tra i suoi brani più famosi, ricordiamo ‘Cinque Minuti E Poi…’, ‘Elisabeth’, ’24 Ore Spese Bene Con Amore’, etc.), per poi formare, in tempi più recenti, i Chrisma con la moglie Cristina.

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Spittle news: Plastic Trash

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Magari all’epoca non sembrava evidente come lo è oggi, ma i Plastic Trash avevano un nome maledettamente anni ’80. Fondamentale questa ristampa della Spittle che ci regala – intaccate – le medesime emozioni del tempo, destinando il giusto palcoscenico ad una delle più diverse realtà dei sotterranei italici. Disposte in ordine cronologico, le quindici canzoni costituiscono l’intera eredità della band a livello di incisioni in studio, di materiale di prima scelta e non scarti di lavoro, come magari suggerito da un titolo privo di qualsivoglia velleità autocelebrativa. Lo stile della band accarezzava le ipotesi più romantiche della wave inglese, tra efficaci alchimie di chitarre, tastiere e ritmica. Una pagina gloriosa del post punk emiliano, qui completa e pronta a stupire nella sua attualità. 

Sono stati tutt’altro che la classica meteora, i Pla’sticost, come provato da una carriera che si e’ snodata per un bel pezzo, concedendosi persino una reunion mordi e fuggi in occasione del trentennale. Se il nome del gruppo vicentino e’ scolpito nella storia del rock italiano i meriti sono però soprattutto del mini- lp d’esordio, anno domini 1983, che non a caso è in testa alla scaletta di questo cd. Anche il resto e’ motivo di interesse: ‘Panorama Panorama’ fu incisa poco dopo per Rockgarage compilation vol.4 e recuperata nel 1987 in ‘Evviva Evviva’, il successivo 12″ep che ratificò una sorta di svolta pop. Tranne ‘Notte Inquisitoria’, pubblicata nel 1982 in Rockgarage compilation vol.1, nessuno degli altri dodici episodi uscì all’epoca su disco ma tutti ebbero diffusione su cassette amatoriali.

http://www.youtube.com/watch?v=KUU8RMWxzc8